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L’etichetta dovrà essere predisposta in modo da:
- Non indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto alimentare e precisamente sulla natura, sull’identità, sulla qualità, sulla composizione, sulla quantità, sulla conservazione, sull’origine o la provenienza, sul modo di fabbricazione o di ottenimento.
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- Non deve attribuire al prodotto effetti o proprietà che non possiede.
- Non deve suggerire che il prodotto possiede caratteristiche particolari, quando i prodotti analoghi possiedono caratteristiche identiche.
- Non deve inoltre attribuire proprietà atte a prevenire curare o guarire una malattia umana né accennare a tali proprietà.
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In applicazione dell’art. 3 del D.L.vo n° 109/92 sull’etichetta di un olio extra vergine di oliva dovranno essere riportate in modo chiaro e leggibile, in caratteri anche diversi per forma, grandezza e colore, le seguenti diciture:
- La denominazione di vendita: Olio extra vergine d’oliva
- L’informazione sulla categoria dell’olio: Olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.
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- Il quantitativo netto espresso in litri nelle seguenti capacità:0,10 – 0,25 – 0,50 – 0,75 – 1 – 2 – 3 e 5 litri
- Il Nome o la Ragione sociale e l’Indirizzo del produttore oppure del confezionatore o di un venditore che risiede nella comunità
- La Sede dello stabilimento di confezionamento o di produzione
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- Il termine minimo di conservazione espresso con la seguente dicitura: da consumarsi preferibilmente entro il mese di . . . . . . dell’anno . . . . oppure da consumarsi entro la fine dell’anno . . . . . .
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- Le condizioni per la conservazione:"conservare in luogo asciutto al riparo dalla luce e da fonti di calore "
- La raccomandazione: " non disperdere nell’ambiente dopo l’uso "
- Il Lotto di confezionamento. |
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Grazie all’impegno dell’ADOC, dal prossimo primo luglio, in Europa, sarà obbligatorio indicare in etichetta l'origine degli oli vergini e extravergini d'oliva. In questo modo olii ricavati dalla spremitura di olive spagnole, greche o tunisine non potranno essere spacciati come Made in Italy.
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In Italia, purtroppo si importano prodotti provenienti da altri Paesi europei che non rispettano le severe norme di produzione vigenti nel nostro Paese.
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Prodotti per cui non è garantita né la tracciabilità né l'etichettatura e per i quali si utilizzano fitofarmaci o concimi da noi vietati da oltre venti anni.
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     edizione 2oo8
     edizione 2oo7
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